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ANATOMIA
Strutture ossee ed articolari
 
Le vertebre sono costituite da un corpo (o soma) e da un arco posteriore (Fig. 1 e 2). Questo è formato dai peduncoli, dalle lamine, dalle apofisi articolari e dall’apofisi spinosa. Un’ulteriore componente è l’apofisi trasversa. Il corpo vertebrale presenta, superiormente e inferiormente, un piatto osseo, detto piatto vertebrale. Una parte importante dell’arco posteriore è l’istmo, situato tra l’apofisi articolare superiore e quella inferiore. Tra il corpo e l’arco posteriore vi è il canale vertebrale.
   Le vertebre cervicali sono 7, di cui le prime due hanno una forma differente dalle altre. Le vertebre dorsali (o toraciche) sono 12 e quelle lombari 5. Sotto alla quinta lombare vi è l’osso sacro e sotto a questo il coccige. Il sacro si connette all’osso del bacino (ileo) mediante l’articolazione sacro-iliaca, che costituisce, insieme alla colonna, lo scheletro “assile”          
   Le vertebre sono unite una all’altra dal disco intervertebrale e dalle apofisi articolari, superiore e inferiore, che formano un’articolazione, detta articolazione posteriore o zigoapofisaria (Fig. 3). Essa è piccola, ma simile, ad esempio, a quella del ginocchio, ossia, con due superfici articolari rivestite da cartilagine, un manicotto fibroso che racchiude l’articolazione (capsula articolare), e una membrana sinoviale - deputata a produrre il liquido sinoviale presente nell’articolazione - che riveste la superficie interna della  capsula.
   Il disco intervertebrale è formato da una porzione periferica, anello fibroso, ed una centrale, nucleo polposo (Fig. 4 e 5). L’anello fibroso è costituito da tessuto fibrocartilagineo denso e rappresenta una struttura di resistenza nei confronti del nucleo polposo. Questo è formato da tessuto estremamente lasso, con un contenuto in acqua che varia dal 90% nell’infanzia al 70% nell’età senile. Il resto è rappresentato da proteine, fibrille collagene e cellule simil-cartilaginee. Il nucleo ha il ruolo di cuscinetto idraulico, che assorbe i carichi e li distribuisce all’anello fibroso e alle vertebre adiacenti.
 Il complesso costituito da due vertebre contigue, il disco intervertebrale tra esse interposto e i legamenti che uniscono le due vertebre viene definito segmento di moto, che è l’unità elementare di movimento della colonna.  
 Vista di fronte, la colonna vertebrale è diritta. Vista di lato, ciascuna regione forma una curva, che è a convessità anteriore (lordosi) in quella cervicale, a convessità posteriore (cifosi) in quella dorsale ed a convessità anteriore in quella lombare. Queste curve conferiscono alla colonna un corretto bilanciamento nella stazione eretta.
  Il canale vertebrale contiene le strutture nervose (Fig. 5). Esso è delimitato dalla faccia posteriore dei corpi vertebrali e dei dischi, dai peduncoli, dalle apofisi articolari, dalla faccia anteriore delle lamine e dai legamenti gialli, posti tra le lamine di due vertebre contigue. Sulla faccia anteriore dei corpi vertebrali e dei dischi decorre un nastro fibroso detto legamento longitudinale anteriore e dietro ad essi, nel canale vertebrale, il legamento longitudinale posteriore. Tra due vertebre contigue vi è il forame intervertebrale in cui decorre la radice nervosa spinale per fuoriuscire dal canale vertebrale (Fig. 3A e 3B).
Strutture nervose
 
 Il canale vertebrale cervicale e dorsale è occupato dal midollo spinale. Questo presenta un rigonfiamento cervicale, da cui originano le radici nervose per i muscoli degli arti superiori, e un rigonfiamento lombare, nella parte bassa colonna toracica, da cui originano le radici che formano la cauda equina (Fig 6). Questa, situata nella colonna lombare e nel sacro, è un fascio di nervi che innervano i muscoli del bacino e degli arti inferiori. I rigonfiamenti del midollo giungono le fibre sensitive provenienti dagli arti e dal bacino, che si connettono a cellule nervose, da cui partono le fibre che arrivano al cervello
Le radici nervose contengono fibre motorie che innervano i muscoli degli arti e fibre sensitive per la sensibilità (dolore, tatto ecc.) Le radici passano a contatto con il disco intervertebrale e poi fuoriescono dalla colonna attraverso il forame intervertebrale. Tutte le strutture nervose sono contenute nel sacco durale, che contiene un liquido acquoso, ricco di proteine (Fig. 7). Da ogni radice nervosa parte un ramo posteriore che innerva, oltre ai muscoli paravertebrali, le articolazioni posteriori insieme al ramo che origina dalle radici soprastante e sottostante (Fig. 8).
BIOMECCANICA
FUNZIONE DELLE STRUTTURE NERVOSE
Fig.1. Vertebra toracica fotografata di lato: la grande porzione cilindrica è il corpo vertebrale.
Fig.2. Vertebra vista dall’alto: tra il corpo vertebrale e l’arco posteriore vi è il canale vertebrale.
Fig.3A. Foto di modello di colonna lombare vista da dietro: si vedono le articolazioni posteriori (frecce), costituite dall’apofisi articolare superiore della vertebra sottostante (AS) e dalla inferiore della vertebra soprastante (AI). S: sacro. La testa di freccia indica una radice nervosa fuoriuscita dalla colonna.
Fig.3B. Foto obliqua della colonna, che mostra il forame intervertebrale (freccia) attraverso cui fuoriesce la radice nervosa. Si vedono le apofisi articolari superiori (AS), che coprono le articolari inferiori, di cui si vede, di alcune, la parte iniziale (AI). D: disco intervertebrale.
Fig. 4. Disegno della parte anteriore della colonna tagliata frontalmente che mostra i corpi vertebrali e la parte centrale del disco intervertebrale. Al centro di questo vi è il nucleo polposo, circondato dall’anello fibroso.
Fig. 5. Colonna vertebrale lombare vista di lato (tagliata verticalmente nella parte centrale). Si vedono i corpi vertebrali, i dischi, al centro dei quali vi è il nucleo polposo (colore giallo) e, dietro ai corpi e ai dischi, il canale vertebrale contenente il sacco durale in cui decorrono le radici nervose spinali.
Fig. 6. Disegno che mostra la cauda equina (non circondata dal sacco durale). La quinta radice lombare (in giallo) passa a contatto del penultimo disco lombare, raffigurato a sinistra come sede di un’ernia, e fuoriesce dalla colonna attraverso il forame intervertebrale tra quinta lombare e sacro La prima radice sacrale passa a contatto dell’ultimo disco lombare, a sinistra erniato, e fuoriesce attraverso il primo forame sacrale.
Fig. 7. Reperto anatomico di colonna vertebrale lombare tagliata trasversalmente a livello del disco. Le teste di freccia indicano il sacco durale, in cui sono contenute le radicole nervose. Il sacco durale è circondato dall’arco posteriore. Gli asterischi indicano i legamenti gialli.
Fig. 8. Disegno che mostra l’innervazione delle articolazioni posteriori da parte della branca interna ed intermedia del ramo posteriore del nervo spinale. 1) Branca interna, 2 e 3) Branca intermedia. 4) Articolazione posteriore. 5) Legamento giallo.
Conoscere la colonna
Il disco e le articolazioni posteriori assicurano la distribuzione dei carichi alle vertebre adiacenti. Nella compressione verticale (in piedi, portare un peso ecc.), il nucleo polposo si espande orizzontalmente, mettendo in tensione le fibre dell’anello fibroso. Nella flessione ed estensione del tronco, il nucleo si sposta nella zona del disco sollecitata in tensione, ad esempio, posteriormente, nella flessione. L’applicazione di un carico combinato in compressione e torsione può causare fessurazioni nella zona postero-laterale dell’anello fibroso.
   I movimenti della colonna – flessione, estensione, rotazione, inclinazione laterale - sono la somma dei movimenti dei singoli segmenti di moto. La mobilità, in tutto il rachide, diminuisce progressivamente con l’età. Il rachide toracico ha una mobilità molto scarsa in tutte le direzioni, essendo connesso alle coste e queste allo sterno. Nel rachide lombare, la flesso-estensione avviene in misura progressivamente maggiore dalla prima alla quarta vertebra lombare; il movimento totale è di circa 80°.
Radici nervose
 
Tutti i muscoli volontari sono innervati da due o più radici, ma per ogni muscolo vi è una radice prevalente sulle altre. I riflessi osteotendinei (ad esempio, quello del ginocchio) sono espressione della funzione di una o più radici nervose.  
   La compressione di una radice nervosa (ad esempio, da parte di un’ernia del disco) comporta alterazioni di varia entità, secondo il grado di compressione della radice. Si possono distinguere due tipi di sindrome: dolorosa e deficitaria. La sindrome dolorosa è dovuta ad irritazione radicolare. Essa è caratterizzata da dolore e talora formicolio in un’area dell’arto. E’ espressione di un interessamento modesto della radice. La sindrome deficitaria, o sindrome da compressione radicolare, è caratterizzata da dolore e deficit funzionali della radice (ridotta forza di alcuni muscoli, disturbi sensitivi, assenza di riflessi) in un arto.
 
 
Midollo spinale
 
 Il midollo spinale è la struttura di connessione tra il cervello e le altre strutture dell’organismo. Nel midollo arrivano le fibre nervose motorie che originano nel cervello e da esso partono le radicole nervose motorie che vanno ad innervare i muscoli. Inoltre, al midollo arrivano le fibre nervose sensitive contenute nelle radicole nervose sensitive provenienti dal resto dell’organismo e destinate ad arrivare al cervello.  
   Una compressione lenta del midollo si manifesta con sintomi e segni motori e sensitivi. I gravi disturbi motori sono la paraparesi (parziale paralisi dei muscoli degli arti inferiori) e la tetraparesi (anche degli arti superiori) che sono di tipo spastico, ed eventuali disturbi sfinterici (vescicale, anale) e sessuali, I disturbi sensitivi comprendono ridotta sensibilità o parestesie (formicolio ecc.) nelle aree corporee sottostanti alla zona di compressione.
   Una compressione acuta o una lesione grave del midollo, come può verificarsi per una frattura vertebrale, comprende tre fasi successive: 1) shock midollare, caratterizzato da paresi o paralisi muscolare, e anestesia nell’area del corpo sottostante alla zona midollare interessata, e da compromissione delle funzioni vescicali, rettali e genitali. 2) automatismo midollare. Questa fase subentra dopo alcune settimane ed è dominata da spasticità muscolare. 3) terminale. Dopo circa 2 anni, la spasticità è sostituita da flaccidità muscolare, scomparsa dei riflessi e incontinenza degli sfinteri.
 
Struttura plurispecialistica, diagnostica e terapeutica
CONOSCERE
 LA COLONNA VERTEBRALEshapeimage_8_link_0
LE MALATTIE DELLA COLONNAConoscereMalattieScoliosi.htmlshapeimage_9_link_0
CHI SIAMO
FRANCO POSTACCHINIChiSiamo_Franco_Postacchini.htmlshapeimage_12_link_0
PIER PAOLO MARIA MENCHETTIChiSiamo_Pier_Paolo_Maria_Menchetti.htmlshapeimage_13_link_0
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