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GENERALITA’ E CAUSE
Una scoliosi è una deviazione strutturale, laterale e rotatoria, della colonna. Il termine strutturale significa che la curva non è correggibile spontaneamente dal paziente. Il termine rotatoria indica che le singole vertebre presentano una torsione intorno all’asse verticale del corpo vertebrale, con conseguente rotazione delle strutture anatomiche che si articolano con la vertebra.
   Esistono varie forme di scoliosi. La più comune è la scoliosi dell’adolescenza, che rappresenta quasi il 90% delle scoliosi. Essa compare dopo i 10 anni e viene spesso
scoperta al momento della pubertà. Si riscontra nel 2% -3% della popolazione. La frequenza è uguale nei due sessi, ma i soggetti che richiedono un trattamento sono per lo più  femmine.
   Quanto alla sede la curva può essere: 1) cervico-toracica, 2) toracica, 3) toraco-lombare, 4) lombare, o 5) a doppia curva primaria, ossia ad S (Fig. 1A e B).
L’entità della scoliosi può essere: 1) molto lieve (meno di 15°), 2) lieve (15°-20°), 3) moderata (20°-30°), 4) marcata (30°-45°), 5) molto marcata (maggiore di 45°). Questi valori sono puramente indicativi, perché il loro significato pratico varia secondo la sede della curva o l’età del paziente.
   Le curve scoliotiche si distinguono in principali, e secondarie (o “di compenso”). La curva principale è quella più grave. La curva di compenso è situata sopra o sotto la curva principale e si produce per dare alla colonna un assetto globalmente verticale  
   Si distingue una scoliosi stabile, che non tende ad accentuarsi con il tempo e una scoliosi evolutiva che tende ad accentuarsi.
   La scoliosi può aumentare finché dura l’accrescimento scheletrico. Quindi, tanto minore è l’età del soggetto al momento della comparsa della curva, tanto maggiore è la possibilità di aggravamento. Inoltre, una curva scoliotica ha la maggiore potenzialità di aggravamento nel periodo dello sviluppo puberale, che è anche il periodo di maggiore accrescimento staturale. Pertanto, la presenza di una curva prima della prima mestruazione o della comparsa dei peli pubici nel maschio, implica un rischio elevato di aumento durante il periodo dello sviluppo sessuale. La possibilità di progressione diminuisce dopo lo sviluppo puberale.
   In età adulta, una scoliosi può accentuarsi lentamente, e tanto più quanto maggiore era la curva iniziale. Ciò vale, in particolare, per curve che superano 30°-40°.
   Le cause della scoliosi sono ancora sconosciute. Sono state avanzate numerose ipotesi, ma l’interpretazione di molte di esse è controversa. L’unico dato certo è che vi è una certa familiarità, ossia che può essere presente in più componenti di una famiglia. Ciò suggerisce un qualche ruolo di fattori genetici. Si ritiene che debbano essere coinvolti più geni, ancora sconosciuti.
 
 
VALUTAZIONE CLINICA E DIAGNOSI
Alla prima visita è importante conoscere: l’età del paziente; quando è comparso il menarca o, nel maschio, i peli pubici; quando è stata scoperta la scoliosi; se si è accentuata nel tempo, particolarmente negli ultimi mesi. Queste informazioni servono a valutare la potenzialità di aggravamento della scoliosi. Inoltre si deve conoscere: se è stato attuato un trattamento; e se è stato applicato un corsetto e da quando e di quale tipo.
 
Esame del paziente.
   Il paziente viene osservato da dietro, per apprezzare l’entità della curva (Fig. 2A). Poi si valuta se una spalla è più alta dell’altra e se vi è uno strapiombo del tronco (inclinazione verso un lato). Si valutano, in ambedue i lati, eventuali asimmetrie del triangolo della taglia, ossia dell’incavo tra il fianco e il braccio addossato al tronco: l’ampiezza del triangolo, nelle curve lombari e toraco-lombari, è ridotta nel lato della convessità e aumentata in quello della concavità. A paziente flesso a 90° si apprezza sia l’entità della la curva, sia l’entità del gibbo toracico o lombare (Fig. 2B). Osservando il paziente dal davanti si apprezzano asimmetrie del torace o un diverso sviluppo delle mammelle.
 
 
Radiografie
Almeno il primo esame deve comprendere una radiografia di fronte e una di lato dell’intera colonna sotto carico, ossia in piedi. La visione di fronte serve a valutare l’entità approssimativa della curva, la sede di essa e il grado di rotazione delle vertebre. Con la visione laterale si apprezza se vi è un’eventuale ipercifosi (dorso curvo) e la presenza di anomalie ossee congenite o di una spondilolistesi, talora  associata alla scoliosi. Nei controlli successivi può essere spesso effettuata solo la radiografia di fronte per ridurre l’irradiazione del paziente.
   Sulle radiografie si misura l’entità esatta della curva, informazione importante sotto molti aspetti, primo tra tutti quello terapeutico. Nelle scoliosi che tendono a peggiorare le radiografie vanno ripetute ogni 4-6 mesi.
 
 
TRATTAMENTI
 
Ginnastica posturale
Ha lo scopo di attivare la muscolatura paravertebrale, ma raramente corregge la curva ed eventualmente solo nelle forme molto lievi. Essa è utile nel paziente che indossa un corsetto per mantenere attiva la muscolatura, “disattivata” dal corsetto.
 
Corsetti ortopedici
Sono indicati nelle forme lievi e in alcune forme moderate. Gli obiettivi sono di correggere la curva, ma soprattutto di impedirne accentuazioni. Essi sono quindi indicati nelle scoliosi che hanno tendenza ad aggravarsi (evolutive), mentre sono poco o per nulla indicati nelle forme stabili da più di 1-2 anni. Essenzialmente, si usano due tipi di corsetti: 1) Corsetti aderenti al tronco, che agiscono mediante compressione (spinte) sulla curva principale e su una o ambedue le curve di compenso (Fig. 3). Questi corsetti si usano per scoliosi lombari o toraco-lombari e, talora, per curve toraciche basse. Essi sono meglio tollerati dal paziente perché non raggiungono il collo e non si vedono sotto i vestiti. 2) Corsetti che agiscono mantenendo la colonna diritta e allungata, ossia “svolgendo” le curve scoliotiche (Fig. 4). E’ un corsetto che arriva fin sotto al mento ed è quindi visibile; perciò è poco gradito e spesso rifiutato dai pazienti oltre i 13-14 anni. Esso è indicato in tutti i tipi di scoliosi, ma soprattutto nelle scoliosi toraciche.
   I corsetti possono essere indossati a tempo pieno o parziale. Nel primo caso, sono indossati circa 20-22 ore al giorno. A tempo parziale significa essenzialmente che il corsetto viene portato solo di notte, nelle forme di entità modesta. Il corsetto viene indossato di solito per almeno 2 anni e dismesso quando la curva non tende ad aggravarsi significativamente togliendo il corsetto. E’ da considerare, peraltro, che nei mesi successivi alla dismissione del corsetto si ha spesso una perdita della correzione che può arrivare fino al 30% di quanto guuadagnato con il corsetto.
 
  
Corsetti gessati
Sono meno usati che in passato. Sono applicati per scoliosi di 30°-35° piuttosto rigide, che sarebbero poco corrette da corsetti ortopedici. Usualmente vengono applicati tre gessi consecutivi per un totale di 6 mesi e poi si passa ad un corsetto ortopedico per mantenere la correzione ottenuta.
 
 
Chirurgia
Si attua, di norma, per scoliosi superiori a 40°, soprattutto se evolutive.
   I trattamenti chirurgici attuali consistono nell’applicare una strumentazione, costituita da due barre metalliche dietro alla colonna (a livello delle lamine) nella regione della curva principale e le porzioni adiacenti delle curve di compenso (Fig. 5). Con le barre, fissate alle vertebre con uncini o con viti introdotte nel corpo della vertebra, si raddrizzano per quanto possibile le curve (trazionando longitudinalmente) e si derotano le vertebre per restituire alla colonna la curva cifotica (toracica) e lordotica (lombare). Dopo l’applicazione delle barre, si effettua una fusione vertebrale con frammenti ossei prelevati dal bacino, vicino alla colonna (cresta iliaca).
   I risultati dell’intervento chirurgico, in termini di correzione della curva, sono tanto migliori quanto minore è l’entità della curva. Ad esempio, una curva di 40° può essere portata anche a 10°-15°, mentre una curva di 70° viene portata di solito a 30°-40° (Fig 6).
Atteggiamento scoliotico
In età infantile e nei primi anni dell’adolescenza alcuni soggetti non hanno una vera scoliosi perché le curve non hanno una rotazione delle vertebre, e quindi un gibbo, e sono curve molto lievi. Queste curve scompaiono in posizione orizzontale e sono autocorreggibili, ossia il soggetto può eliminare la curva se gli si chiede di raddrizzarsi. Per lo più esse tendono a scomparire con l’accrescimento, o rimangono di entità tanto lieve da non meritare l’appellativo di scoliosi. Non si tratta quindi di una vera malattia.
Questi soggetti devono essere controllati, soprattutto nel periodo prebure e della pubertà, per cogliere una, seppure improbabile, trasformazione in scoliosi.
L’unico trattamento, se necessario, consiste in ginnastica posturale e attività sportive, quali nuoto, pallavolo, basket.
Fig. 1A. Scoliosi toracica.
Fig. 1B. Scoliosi a doppia curva primaria (o ad S).
Fig 2A. Scoliosi toracica con convessità della curva a destra.
Fig 2B. Scoliosi toracica. Ben visibile il gibbo toracico a destra nella flessione del tronco.
Fig. 6. Radiografie post-operatorie dello stesso paziente.
Fig.5. Fotografia di intervento per grave scoliosi.
Fig. 3. Corsetto aderente al tronco.
Fig. 4. Corsetto che allunga la colonna, “svolgendo” la scoliosi.
Scoliosi
Conoscere le malattie
INDICE MALATTIE
Struttura plurispecialistica, diagnostica e terapeutica
CONOSCERE
 LA COLONNA VERTEBRALEConoscereColonna.htmlshapeimage_9_link_0
LE MALATTIE DELLA COLONNAshapeimage_10_link_0
CHI SIAMO
FRANCO POSTACCHINIChiSiamo_Franco_Postacchini.htmlshapeimage_13_link_0
PIER PAOLO MARIA MENCHETTIChiSiamo_Pier_Paolo_Maria_Menchetti.htmlshapeimage_14_link_0
COME LAVORIAMOComeLavoriamo.htmlshapeimage_17_link_0
DOVE LAVORIAMODoveLavoriamo.htmlshapeimage_19_link_0
LE DOMANDE PIU’ FREQUENTIFAQ_LOMBALGIA.htmlshapeimage_21_link_0
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