LOMBALGIA (Dolore lombare)
1)
Ho 41 anni e da 1 settimana, per la prima volta nella mia vita, ho un dolore lombare estremamente intenso (quello che chiamano “colpo della strega”) comparso mentre alzavo da terra un peso di pochi chili. Per due giorni non riuscivo neanche ad alzarmi dal letto, poi è diminuto ma solo leggermente. Quando sto in piedi sento che la colonna è storta.
A cosa è dovuto il dolore e cosa devo fare ?
Probabilmente è dovuto ad una fessurazione formatasi in un disco lombare degenerato. Di norma il dolore dura da 1 a 3 settimane e poi si risolve anche spontaneamente. Deve assumere degli anti-infiammatori non cortisonici per 5-10 giorni ed osservare un relativo riposo (evitare sforzi, prolungata stazione eretta ecc.). Se dopo 3-4 settimane dalla comparsa, il dolore non si è risolto del tutto o quasi, deve essere effettuata una risonanza magnetica ed una visista ortopedica.
2)
Sono una donna di 66 anni. Da circa 1 anno soffro di mal di schiena quando sto a lungo in piedi, particolarmente se ferma. Se cammino a lungo il dolore si accentua e spesso mi costringe a fermarmi e sedermi. Una radiografia della colonna lombare mostra che la quarta vertebra lombare è leggermente scivolata in avanti, mentre non lo era in una radiografia di 4 anni fa. Se indosso un busto sto leggermente meglio.
Quale trattamento è consigliabile?
Lei ha una spondilolistesi degenerativa. Deve essere effettuata una radiografia in flessione ed estensione della colonna lombare per valutare se lo scivolamento della L4 aumenta in flessione e si riduce in estensione, ossia se la vertebra è instabile. In questo caso deve essere effettuato un intervento di stabilizzazione vertebrale, che usualmente risolve il dolore.
3)
Ho 54 anni. Da più di 1 anno avverto dolore lombare basso quando mi alzo dalla posizione seduta con grande difficoltà ad assumere la stazione eretta al mattino quando mi sveglio. Inoltre, ho dolore quando sto a lungo in piedi. Le radiografie hanno evidenziato un’ artrosi delle articolazioni posteriori a livello delle ultime due vertebre lombari. La risonanza non ha mostrato lievi fenomeni degenerativi dei dischi lombari e ha confermato l’artrosi evidenziata dalle radiografie. Nonostante anti-infiammatori, ginnastica e fisioterapia continua il dolore.
Esistono altri trattamenti?
Può essere indicata una rizotomia percutanea nel nervo sensitivo che innerva le articolazioni posteriori lombari basse. E’ un trattamento semplice, che si effettua ambulatoriamente e che ha una percentuale di successo intorno al 70%.
4)
Sono una donna di 43 anni e quando mi chino per spostare pesi avverto, da circa 6 mesi, dolore a livello lombare basso. Avverto inoltre un senso di pesantezza lombare quando sto a lungo in piedi. Non ho vero dolore agli arti inferiori, ma spesso avverto fastidio alle natiche. La risonanza magnetica ha evidenziato un’ernia mediana (cioè centrrale) a livello L5-S1, Non ho avuto alcun miglioramento con la fisioterapia e la ginnastica mi accentua il dolore.
Che altro posso fare?
In una protrusione erniaria mediana può essere eseguita una laserdiscectomia percutanea sotto guida TAC o sotto controllo radioscopico. In ambedue i casi l’intervento si effettua in anestesia locale. Sotto guida TAC la probabilità di successo è del 70-80%, mentre sotto visione radioscopica non è superiore al 70%.
5)
Sono un uomo di 51 anni. Da 2 anni ho dolore lombare, che è divenuto pressoché continuo da 8 mesi. Mi sono sottoposto a varie terapie compresa ginnastica posturale, manipolazioni vertebrali, anti-infiammatori ecc. Il dolore è diminuito, ma è sempre presente e non mi consente una vita normale. La risonanza magnetica mostra una discopatia degenerativa a livello L4-L5, che è moderatamente ridotto di altezza. Sono disposto ad affrontare un intervento.
Quale intervento è il più sicuro come risultato?
In realtà nessun intervento garantisce una scomparsa del dolore. Tuttavia, vi sono due scelte: 1) un’artrodesi della quarta e quinta vertebra lombare con tecnica percutanea (stabilizzazione effettuata con due barre e viti vertebrali applicate con due piccole incisioni, associando l’applicazione di una “gabbietta” nella sede del disco); 2) una protesi discale, che è più indicata in un soggetto più giovane di quanto lei sia. L’intervento di scelta è il primo, che consente la deambulazione dopo 1-2 giorni e la ripresa di un’attività lavorativa sedentaria dopo 30-45 giorni.
6)
Ho 63 anni e da molto tempo soffro di dolore lombare basso, che si è accentuato negli ultimi tempi. Non è un dolore “straziante”, ma è continuo ed estremamente fastidioso. Come è facile immaginare ho già fatto fisioterapia, farmaci, ginnastica. Le radiografie evidenziano una ristrettezza dei dischi L3-L4 e L4-L5. Inoltre, la vertebra L3 è lievemente scivolata in avanti. Nel referto della risonanza magnetica si dice che i due dischi che ho citato sono chiaramente degenerati, mentre gli altri lo sono, ma in misura minore, e vi è un’artrosi moderata delle articolazioni posteriori. Non voglio fare un intervento di grande impegno.
Vi è un intervento “minore” che risolva i miei problemi?
Può essere indicato applicare uno spaziatore interspinoso a livello L3-L5, che è, come lei dice, un intervento“minore”, il quale dovrebbe migliorare od eliminare il dolore. Il trattamento postoperatorio consiste nell’indossare un busto ortopedico per 2-3 settimane.
7)
Sono un uomo di 59 anni. Da alcuni anni soffro di dolore lombare continuo che mi impedisce le attività fisiche impegnative per la colonna (sollevare pesi, zappettare il giardino ecc.). Le radiografie e la risonanza magnetica evidenziano un’artrosi marcata delle articolazioni posteriori a livello L5-S1. Ho fatto di tutto, compresa una rizotomia percutanea senza risultato.
Vi è qualche trattamento risolutivo?
Può essere indicata un’artrodesi (fusione vertebrale) L5-S1, eventualmente associata all’applicazione di uno spaziatore interspinoso a livello L4-L5 se il disco di questo livello è degenerato.
8)
Ho sentito parlare di un sistema di stabilizzazione dinamica per pazienti con lombalgia cronica.
Di cosa si tratta esattamente?
E’ una strumentazione costituita da barre connesse a viti che si inseriscono nel corpo vertebrale. A differenza di quelle usate per una fusione vertebrale, questa strumentazione consente una modesta mobilità tra le vertebre in cui viene applicata. Non realizza quindi una fusione vertebrale e non è pertanto indicata per le instabilità vertebrali od altre patologie. La sua prerogativa è di ridurre il sovraccarico funzionale (meccanico) nei dischi adiacenti all’area operata, che invece sono sottoposti a maggior lavoro quando si effettua una fusione.